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Straccetti di pollo rosso e nero

Tempo di preparazione
Un’ora

Tempo di cottura
15 min

Ingredienti
Riso venere
Petto di pollo
Semi di sesamo nero
Sale
Per la marinata:
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
un cucchiaio di soia
un cubetto di succo di arancia
due cm di radice di zenzero in succo
10 gocce di tabasco rosso
2 cucchiaini di paprika
1 cucchiaino di spezie ‘mix tandoori’

Preparazione
Tagliare il pollo a straccetti e mettere nella marinata per almeno un’ora. Bollire il riso venere in acqua salata e stendere sul piatto. Cuocere il pollo con la marinata nel wok o in una padella anti aderente e aggiungere abbondanti semi di sesamo nero. Mettere il pollo sopra il riso versando sul tutto il liquido rimasto in padella.

Insalata del cavolo

Tempo di preparazione
5 min

Tempo di cottura
20 min

Ingredienti
Misto di verdure fresche da cuocere, vendute in busta
2 cucchiai di uvetta
2 cucchiai di aceto di mele
1 cucchiaio di sesamo bianco
1 cucchiaio di sesamo nero
poco marsala

Preparazione
Mettere a cuocere le verdure in acqua già a bollore e salata. Scolarle quando sono al dente. Fare ammorbidire l’uvetta in acqua calda o in un bicchierino con due dita di marsala, per dieci minuti, poi scolarle e strizzarle appena. Tostare il misto di semi di sesamo in un padellino antiaderente senza olio, per cinque minuti. Fare scaldare la verdura nel tegame usato per cuocerla, con l’aceto e l’uvetta, facendo sfumare ed evaporare l’aceto e amalgamando il tutto. Impiattare e versare il sesamo sull’insalata solo all’ultimo momento per non far perdere la sua croccantezza.

San Biagio

Ecco la tradizione di Milano più golosa.

Si narra che una donna portò il suo panettone di Natale da un frate, qualche giorno prima del pranzo di festa, per farlo benedire, dimenticandosi poi di andarlo a ritirare.

Il frate, non vedendo più tornare la donna, cominciò a mangiare il panettone fino a finirlo.

Il 3 febbraio, a San Biagio appunto, la donna tornò dal frate a reclamare il suo panettone e il frate, già pronto a consegnare alla donna l’involucro vuoto, trovò invece dentro la confezione un panettone ancora più grande del precedente.

Secondo la tradizione, quindi, i Milanesi conservano un pezzo del panettone del Natale in freezer, avvolto nella stagnola, per poi tirarlo fuori dal freezer il 2 febbraio, così da poterlo mangiare a colazione il giorno di San Biagio, protettore della gola, preservandosi dai mal di gola tutto l’anno.

Perciò ricordo ai Milanesi di scongelare oggi il loro panettone di Natale e invito tutti gli altri a seguire le dolci tradizioni italiane!

 

4 Chiacchiere a merenda

Tempo di preparazione
1 h e mezza (ma comprensiva del riposo in frigorifero)

Tempo di cottura
10 min

Ingredienti
250 farina W170 o di tipo debole o anche 00
50 g latte (io ho usato quello scremato)
1 uovo
25 g burro
20 g zucchero semolato
Zeste di un limone (un ckn abbondante delle surgelate)
1 Pizzico di sale
2 g lievito per dolci non vanigliato (un cucchiaino circa)
3 dl di Grand Marnier

Preparazione
Impastare tutti gli ingredienti a mano o con l’impastatrice fino ad ottenere una palla compatta. Avvolgerla nelle pellicola e farla riposare in frigorifero per almeno mezz’ora. Iniziare ad accendere il forno statico a 190/200 gradi, ricordandosi di abbassare la temperatura a 180 gradi prima di infornate. Stendere la pasta con il mattarello o con la macchina per stendere la pasta fresca, fino ad ottenere uno spessore di 3/4 mm. Stendere le strisce di impasto su una spianatoia infarinata e ritagliarle con la rotella dentellata per la pasta. Dovranno avere una dimensione di circa 12 cm per 8 cm e, per tradizione, occorre inciderla anche al centro con due incisioni per il lungo. Infornare nel forno preriscaldato a 180 gradi, su una teglia ricoperta da carta forno,  per circa 10 min e comunque fino a doratura.

Un suggerimento in più: per rendere le chiacchiere più croccanti, sostituite il latte con un uovo e stendetele dello spessore di 1/2 mm. Nel mio forno la cottura perfetta è a 12 minuti.

W Farina

La farina è un ingrediente indispensabile in cucina, ma meglio sarebbe considerarlo come un insieme di moltissimi ingredienti.

La farina di cui intendo parlare ora è quella di grano tenero, riservandomi in seguito di parlare delle farine più particolari, come quelle di castagne, ceci, kamut, ecc..

Quando per la prima volta ci si informa su come fare il pane in casa, si scopre l’esistenza di più tipi di farina, quella 00 e quella 0, anche detta manitoba. Per fare chiarezza ed essere precisi è importante spiegare come è composta la farina di grano e come reagisce nei vari impasti.

La farina contiene amido e proteine, e quest’ultime a contatto con l’acqua, durante l’azione meccanica dell’impastare, si trasformano in glutine, assorbendo acqua per una volta e mezzo il loro peso. Per questa ragione la farina assorbe più o meno acqua a seconda del suo contenuto proteico e, durante la lievitazione, trattiene nella sua maglia proteica l’anidride carbonica prodotta dall’azione dei lieviti.

La presenza di proteine e quindi la capacità di creare più o meno glutine durante gli impasti, caratterizza la ”forza” della farina, ovvero la maggiore o minore presenza di una struttura fitta dell’impasto. Questa forza viene misurata con la lettera W.

Più è alto il coefficiente che segue la W (da 260 a 350) più la farina è forte ed ha una maggiore presenza di glutine, consentendo lievitazioni più lunghe e l’ottenimento di impasti più consistenti. Questo tipo di farine si usano per la pasticceria di lunga lievitazione come brioches o panettoni, e per le pizze.

Il coefficiente W basso (fino a 170) caratterizza le farine deboli, utilizzabili per impasti che non devono lievitare (assorbire troppi liquidi o gas) e che devono raggiungere consistenze fragranti e friabili, come grissini, cialde o biscotti.

Da W170 a W260, le farine si classificano come medie e possono essere usate per pane friabile, pizza e pasta.

La farina 0 o manitoba è una farina forte con coefficiente W tra i 350 e i 440, da utilizzare per impasti che richiedono una lievitazione molto lunga

La farina integrale invece è da considerare in modo a sè stante, perché pur essendo ricca di proteine e quindi molto consigliata nelle diete, le proteine in essa contenute che derivano anche dalla presenza della crusca e dal germe interno del grano, non contribuiscono tutte a formare il glutine, e quindi non può essere considerata al pari di farine forti. Per questa ragione le farine integrali sono più difficili da utilizzare negli impasti lievitati e per fare il pane.

Coltelli seghettati

Nella sezione dei coltelli, grande importanza hanno quelli di tipo seghettato. La finalità della lama seghettata è quella di frantumare il meno possibile, durante il taglio, gli ingredienti dalle consistenze più delicate, grazie all’incisione preliminare.

I coltelli di dimensioni maggiori sono abitualmente utilizzati per il pane di grossa taglia o per i filoni, mentre quelli più piccoli hanno un altro importante utilizzo in quanto consentono di affettare pomodoro, uva e altri ortaggi o frutta senza disperdere i succhi e senza spappolarne la polpa.

Trancio di Salmone al forno

Tempo di preparazione
2 min

Tempo di cottura
15 min

Ingredienti
Salmone in trancio con pelle e senza squame
Semi di sesamo nero
Timo
Maggiorana

Preparazione
Mettere il trancio squamato dalla parte della pelle su una pirofila di ceramica o una teglia, foderata da carta forno. Coprire con una spolverata di timo e di maggiorana e dei semi di papavero neri. Infornare a 180 gradi in forno preriscaldato per 15/20 minuti.

Aggiungere un contorno di patate fritte.