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WOK

Il wok, ovvero un tipo particolare di utensile da cucina, usato moltissimo in oriente e recentemente molto in voga anche in Italia.

Si usa per cucinare verdure, bocconcini di carne o pesce con verdure, riso o spaghetti, zuppe, fritti in tempura, ogni genere di cibo al vapore e tanto altro.

E’ una via di mezzo tra un tegame e una padella, si usa principalmente sulla fiamma viva e la sua peculiarità è senza dubbio la forma conica dell’interno (attenzione a non confondere il wok con le pentole per saltare la pasta, dai bordi alti e bombati, dette sauteuse!).

I materiali con cui può essere fatto sono i più disparati e certo dipendono dall’utilizzo. Quello che vedete in foto è in ghisa, ha sue manici, è molto pesante ed ovviamente è inadatto alle cotture ‘’al salto’’, anche se si può facilmente ovviare con una buona manualità e mescolando con pinze e bacchette.

Il wok tradizionale della cucina girovaga o da ‘baracchino ambulante’ della cucina sud-orientale ha un unico manico lungo ed è di materiali e leghe ferrose molto più leggeri, anche per consentire di legare il wok sulla schiena durante i lunghi viaggi da un villaggio all’altro.

Nel wok si può cuocere al salto, appunto, friggere o cuocere al vapore con i cestelli di bambù oppure più semplicemente si può spadellare gli ingredienti a secco e successivamente inumidirli con vari brodi e salse, girando di continuo con mestoli di silicone, con pinze o con le tipiche lunghe bacchette da cottura in bambù.

Ulteriore prerogativa di questo utensile è legata alla forma del wok, che consente di mantenere un calore molto forte al centro per poi avere una riduzione costante della temperatura lungo le pareti del cono. In questo modo è possibile regolare la differente temperatura a cui cuociono gli ingredienti trasferendoli più o meno in alto verso il bordo.

Accessori del wok, oltre ai citati cestelli di bambù per cuocere al vapore e le lunghe bacchette da cottura, utili anche per mescolare gli spaghetti orientali, sono le griglie da incastrare lungo il bordo, sulle quali, ad esempio, si poggiano gli alimenti già fritti, per farli sgocciolare e tenerli in caldo.

L’elevato calore con cui è possibile cuocere gli alimenti ha molteplici vantaggi, su tutti il fatto che è possibile cucinare velocemente e con pochissimi grassi, mantenendo intatte le proprietà organolettiche delle pietanze.

L’unico consiglio che vorrei dare, per l’acquisto del proprio wok, è relativo al materiale di cui è fatto. Comprendo che la pesantezza e l’elevato costo di un wok in ghisa disincentivi parecchio l’acquisto, ma sconsiglio di acquistare un wok in ferro, se non si intende usarlo solo per friggere in tempura, perché l’elevato calore prodotto farebbe attaccare i cibi. È meglio pertanto far ricadere la propria scelta su un wok in acciaio inox e rivestito in materiale antiaderente.

Ah, il coperchio? Personalmente, mai usato sul wok.

Gamberoni flambé al brandy

Tempo di preparazione
15 minuti

Tempo di cottura
7 minuti

Ingredienti
5 gamberoni a testa sgusciati senza testa e puliti (3 gameroni se si preferisce servirli come antipasto)
Brandy
Olio extra vergine d’oliva
due cucchiaini di burro
Bisque con sedano carota e le teste di gamberoni

Preparazione
Mettere in una padella antiaderente poco olio extra vergine d’oliva e quasi tutto il burro, una volta fuso il burro, saltare i gamberoni e aggiungere un goccio di bisque fatta tostando in olio le teste dei gamberoni con l’aggiunta di poca carota tagliata sottile e di una costa di sedano. Aggiungere il brandy nella padella e flambare inclinando la padella in avanti, avvicinando il bordo della padella in avanti e inclunando verso la fiamma. Occorre aspettare che la fiamma si spenga da sola, in modo che tutto l’alcool sia  evaporato. Levare i gamberoni dal fuoco e lasciare a riposare su un piatto in caldo, in modo da non farli cuocere ancora e far ridurre sul fuoco la sola salsa. Una votla raggiunta la giusta consistenza della salsa, non troppo liquida, ma fluida, aggiungere una punta di cucchiaio di burro freddo, in modo da rendere la salsa molto lucida. Mettere nel piatto i gamberoni con un po’ della salsa.

ATTENZIONE: non flambare se la cappa o gli armadietti della cucina sono troppo vicini al piano di cottura! Occorre che ci sia una distanza di almeno 70/80 cm in altezza e un diametro di spazio di 20 cm. Per sicurezza tenere sempre un coperchio in mano (con una presina o, meglio, con un guanto da forno in silicone) e coprire immediatamente la pentola con gesto deciso, se la fiamma dovesse essere troppo alta. Ricordare anche che la fiamma comunque si esaurirà da sola, senza che sia necessario fare alcunchè.

Zuppa verde detox

Tempo di preparazione
15 minuti

Tempo di cottura
50 minuti

Ingredienti
Una busta di cimette miste (circa 200 g)
Un cavolo romanesco
150/200 g di lenticchie mignon
Un cipollotto
Olio extra vergine d’oliva
Un cucchiaino o dieci gocce di Tabasco verde (va bene anche il rosso)
Sale
Pepe

Preparazione
Mettere a bollire le cimette e le parti più tenere del cavolo in un ampio tegame con acqua già a bollore e poco sale. Scolare le verdure quando sono ancora al dente e frullarle con un mixer ad immersione per ridurle ad una crema. Scaldare in una pentola di terracotta il cipollotto affettato molto sottile con un filo d’olio. Versare  nella pentola la crema e mettere a cuocere insieme anche le lenticchie (ricordo che le lenticchie non necessitano di un periodo di ammollo). Coprire con il coperchio e lasciare cuocere a fuoco molto basso. Aggiungere il Tabasco (quello verde ha un sapore più delicato). Regolare il sapore con sale e pepe. Servire in tegami di cotto e versare un filo d’olio extra vergine d’oliva di ottima qualità. Accompagnare con dei piccoli panini o con dei crostini di pane.

Bisque

Tempo di preparazione
5 min

Tempo di cottura
15 min

Ingredienti
Teste e carapace di gamberi di qualsiasi tipo
Olio extra vergine d’oliva
Vino bianco secco (io uso la vernaccia di Oristano)
Carota se si vuole
Sedano se si vuole
Prezzemolo se si vuole
Paprika se si vuole
Sale
Pepe nero macinato al momento

Preparazione
Prendere le teste, i carapaci e i gusci dei gamberi o dei gamberoni di qualsiasi tipo, insomma lo scarto della preparazione dei gamberi per i sughi con gamberi, per i primi o per i gamberi saltati. Metterli in un piccolo tegame in acciaio o in un pentolino ben caldi con solo un filo d’olio extra vergine d’oliva all’interno. Farli rosolare a fuoco medio alto in modo che si abbrustolisca bene il tutto e che quasi caramellizzi. Aggiungere quindi del vino bianco secco, tipo vernaccia per sfumare e poi, evaporato l’alcool, due bicchieri d’acqua, per sfumare. Aggiungere gli aromi che si desiderano, per insaporire il brodo (dipende anche dall’uso che si farà della bisque). Con il cucchiaio in silicone o con una pinza rompere bene le teste dei gamberi in modo che ne esca l’interno e si insaporisca bene il liquido di cottura. Lasciare addensare appena il liquido e poi passarlo attraverso un colino molto fitto, ancora schiacciando le teste dei gamberi per trarne tutto il succo possibile. Usare la bisque per insaporire linguine al pesce, zuppe di pesce, gamberoni saltati, risotto ai frutti di mare, insomma per mille e più preparazioni.

Appassionata del buon mangiare

Mi presento, in breve:

Renata,

35 anni, semplice appassionata del buon mangiare,

che ha voluto, come prima cosa, imparare a cucinarsi i suoi cibi preferiti.

Ovviamente questo mi ha portato, negli anni, a comprare un numero esagerato di libri di cucina e, così, a provare sapori e accostamenti sempre nuovi.

Ma ho voluto anche approfondire la conoscenza di tecniche e metodologie di preparazioni, trucchi o ricette che facilitassero la vita, massimizzando la resa, così da poter fare un’ottima figura ad ogni invito.

Si, perché, anche se mi sono avvicinata alla cucina per soddisfare il mio “gusto” personale, l’appagamento massimo l’ho raggiunto invitando amici e parenti e cercando di organizzare ogni aspetto al meglio.

Il top è durante i pranzi di Natale, che mi vedono impegnata in almeno un mese di preparativi e prove, fino ad arrivare all’evento con in testa tutta la tabella di orari e cotture ‘step by step’. Preoccupandomi anche di realizzare raffinati menù e la mise en place!

Ma dopo tutto la fatica è sempre ripagata, perché la cucina è qualcosa che va oltre il semplice sostentamento, per me è una vera e propria coccola, da concedersi o regalare, per sentirsi un po più felici.

Ginger o zenzero

Istruzioni per l’uso!

Il ginger o zenzero è un ingrediente molto utilizzato nella cucina orientale e nella cucina britannica, una radice tuberosa dal sapore balsamico e asprigno che viene usata per insaporire carni, pesce, zuppe, nelle marinate e persino nei dolci, famosi i biscotti di Natale e il pan di zenzero.

Fino a pochi anni fa, in Italia, non era molto conosciuto, poi si è imparato a magiarlo nei ristoranti di sushi, a fine pasto, marinato in fette sottili ed ora è addirittura un ingrediente di moda, molto usato nelle ricette mediterranee, ma non sempre nel modo corretto.

Imparare ad usarlo e !dosarlo! è però fondamentale. Si compra sotto forma di radice, con la buccia, o in polvere nel reparto spezie. Consiglio la polvere solo nella pasticceria, perchè il sapore è più omogeneo ed è più facile il dosaggio. Per le restanti ricette è meglio usare la radice fresca. Tuttavia si deve ricordare che è una radice molto stopposa e dura, quindi non è bene usarla in fette o pezzi, anche perchè non rilascerebbe il sapore e, se masticata, sarebbe invece molto fastidiosa per consisenza e gusto balsamico.

Quindi si deve procedere così: si taglia un pezzo, si sbuccia e si grattugia, infine si raccoglie la polpa tra due cucchiai e la si spreme traendone il succo da versare nella ricetta.

Guardate l’immagine e capirete al volo.

Torta di carote

Tempo di preparazione

15 min

Tempo di cottura
50 min
Ingredienti
170 g carote
150 g farina W170 o 00
1 bustina di lievito per dolci non vanigliato
150 ml di latte (io uso quello scremato)
100 g di zucchero semolato
100 g di burro
120 g di mandorle sbucciate
1 cucchiaio di cannella in polvere
almeno un cucchiaio di cacao amaro in polvere
Zucchero a velo a piacere
Preparazione
Pulire e grattugiare finemente le carote sbucciate, stenderle su un carta forno e tamponare più volte con carta assorbente da cucina. Mettere la polpa di carote in una terrina, unendo le mandorle tritate grossolanamente, lo zucchero, la farina mescolata al lievito e la cannella. Mescolare bene e diluire l’impasto con il latte e il burro fuso. Foderare uno stampo da plumcake con della carta forno, versare dentro il composto e mettere in forno caldo a 200 gradi per 50 minuti. Controllare quindi la cottura della torta con uno stecchino di legno che dovrà essere inserito nella parte centrale della torta e, una volta estratto, non risultare bagnato. Sfornare il dolce e far intiepidire prima di levarlo dallo stampo.Suggerimento in più: è possibile utilizzare stampi in silicone dalle forme più disparate (seguire le istruzioni di cottura scritte sulla confezione degli stampi), divertendosi a colorare parte dell’impasto con del cacao, mettendolo nei punti più profondi dello stampo, per ottenere il risultato in foto. Ricordare che usando gli stampi in silicone si hanno tempi inferiori di cottura, controllare quindi la torta dopo 40 minuti.