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Agnello ai carciofi

Tempo di preparazione
20 minuti

Tempo di cottura
30 minuti

Ingredienti
800 g di agnello a pezzi
3/4 carciofi spinosi sardi
1 bicchiere di vino bianco secco (io uso la vernaccia di Oristano)
un rametto di rosmarino
1 spicchio di aglio
4 cucchiai di olio extravergine d’oliva
2 cucchiai di senape in polvere
Sale
Pepe

Preparazione
Sciacquare i pezzi di agnello e asciugarli con della carta da cucina. Massagiare i pezzi di agnello con la senape in polevere e il rosmarino e lasciarli riposare su un piatto per almeno 10 minuti. Versare l’olio in un ampio tegame e fare scaldare. Tagliare lo spicchio d’aglio a metà ed eliminare il germe interno, versare l’aglio nel tegame con l’olio caldo, a fuoco molto basso ed eliminare e buttare le due metà dello spicchio dopo un minuto.  Versare nell’olio i carciofi puliti dalle foglie esterne più dure, dalle punte e dalla barba centrale e tagliati a fettine sottili (utilizzare anche il cambo dei carciofi, pulito dalle sfilacciature esterne del gambo e tagliato a tocchetti). Far cuocere le fettine di carciofi,  sfumando con mezzo bicchiere di vino bianco.  Dopo cinque minuti di cottura eliminare i carciofi dal tegame e riporli su un piatto a parte. Versare i pezzi di agnello nell’olio del tegame e farli rosolare e fuoco medio basso, girandoli molto spesso, per farli dorare da tutte le parti. Sfumare con il vino bianco rimasto. portare l’agnello a cottura aggiungendo di tanto in tanto un mestolo di brodo vegetale (io uso acqua calda con miso, oppure acqua portata a bollore con sedano carote e cipolle, con l’aggiunta di qualche foglia di salvia e rosmarino). A circa 5 minuti dalla cottura dell’agnello, versare nel tegame i carciofi e aggiustare di sale e pepe.

Capretto ai funghi

Tempo di preparazione
1 notte di marinatura e 10 minuti

Tempo di cottura
30 o 40 minuti (dipende dalla grandezza dei pezzi di carne)

Ingredienti
900 g di capretto a pezzi
vino rosso per marinare (io uso il nebbiolo)
200 g di funghi porcini secchi
5 bacche di ginepro leggermente pressate
3 chiodi di garofano
4 foglie di alloro
2 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
Sale
Pepe

Preparazione
Lasciar marinare il capretto per una notte, in frigorifero, in un ampio tegame coperto da pellicola, dopo averlo completamente ricoperto con il vino, immergendovi anche le bacche di ginepro, i chiodi di garofano e l’alloro. Lasciare a temperatura ambiente fino alla cottura. Versare l’olio in un ampio tegame e fare scaldare. Porre nel tegame i pezzi di capretto scolati e farli rosolare sfumandoli poi con un mestolo di vino della marinatura. Far cuocere aggiungendo di tanto in tanto un mestolo di brodo vegetale (io uso acqua calda con miso, oppure acqua fatta bollire con sedano carota e cipolla). Nel frattempo far ammollare i funghi secchi in acqua ben calda. A dieci minuti dalla cottura, aggiungere anche i funghi  ben scolati dal loro liquido (mai usare il liquido di ammollo dei funghi secchi, perchè contiene residui di terra) e aggiustare di sale e pepe. Una volta cotta la carne, porla in un piatto e tenerla in caldo, mentre si fa ridurre il liquido di cottura aggiungendovi una noce di burro e un cucchiaio di farina setacciata e facendo adensare a fuoco moderato, mescolando bene. Porre i pezzi di carne sul piatto di portata versando sopra il sugo con i funghi.

Lasagne alla bolognese

Tempo di preparazione
3 ore

Tempo di cottura
2 ore

Ingredienti
3 dosi di besciamella
1 dose di ragù
1 dose di pasta fresca all’uovo
Burro
2 buste Parmigiano grattugiato

Preparazione
Cuocere la pasta fresca uno strato per volta (nel caso di stesura con accessorio della planetaria, stendere fino allo spessore dello scatto n. 6, mentre, con la macchina per stendere la pasta a mano, usare il penultimo scatto di rullo) in acqua salata già a bollore e con l’aggiunta di un cucchiaio di olio per aiutare la pasta a non attaccarsi. Farla raffreddare subito con acqua corrente fredda. Prendere una teglia grande rettangolare che misuri circa 32×24 cm. Versare della besciamella sul fondo e stendere sopra la pasta cotta e rafreddata. Versare sopra lo strato di pasta uno strato di ragù e la besciamella a cucchiai, spolverare con parmigiano e ricoprire con altro strato di pasta cotta al momento. Continuare per 4 strati finendo con ragù, besciamella parmigiano e qualche fiocco di burro.  Cuocere in forno ventilato pre-riscaldato a 180 gradi, finché la superficie non sia ben dorato in superficie.

Suggerimento in più:

Una volta predisposta la teglia, è possibile conservarla in frigo per un giorno, coperta da pellicola trasparente.

Ragù di carne

Tempo di preparazione
10 minuti

Tempo di cottura
1 h e mezza

Ingredienti
900 g carne trita di vitello e di manzo (la percentuale dipende da quanto grassa si vuole la carne, più manzo si usa più si avrà un ragù grasso. Propongo 500 g di vitello e 400 g di manzo. Può sembrare banale, ma ricordare anche di scegliere sempre carne “scelta” e di razza bovina superiore, come la scottona)
300 g carne trita di maiale
2 bottiglie di passata vellutata
2 carote medie
1 cipollina
2 coste di sedano bianco
4 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
mezzo biecchiere di vino bianco per sfumare (io uso la vernaccia di Oristano)
sale
pepe nero macinato

Preparazione
Versare l’olio in un ampio tegame e fare scaldare. Aggiungere il trito molto fine di cipolla, sedano e carote e lasciare rosolare a fuoco molto basso per un minuto massimo. Versare tutta la carne e fare rosolare bene. Versare la vernaccia e fare sfumare a fuoco vivace. Salare pepare e spegnere il fuoco non prima che tutto il vino sarà evaporato, lasciando poi riposare per 10 minuti. Versare le due confezioni di passata e far cuocere a fuoco basso e con il coperchio per un’ora e mezza, mescolando di tanto in tanto. Prima di spegnere il fuoco aggiustare di sale e pepe.

Besciamella

La besciamella è una salsa un po’ retrò, che viene utilizzata per molte preparazioni, dalla pasta al forno, agli sformati, oppure per ottenere una buona gratinaura su verdure al forno. E’ possibile allegerirla con l’uso di yogurt al posto del burro e anche renderla vegana con prodotti vegetali.

Tempo di preparazione
3 minuti

Tempo di cottura
15 minuti

Ingredienti
20 g di burro,
20 g di farina 170W o 00,
250 ml di latte (uso lo scremato),
un cucchiaio di formaggio grattugiato, tipo cacio, meglio se leggermente piccante,
noce moscata,
pepe nero e sale

Preparazione
In un pentolino fare sciogliere a fuoco dolcissimo il burro, aggiungere gradatamente la farina setacciata facendo attenzione a che il composto non diventi mai color nocciola (vorrebbe dire che il fuoco era troppo alto e il composto si è quindi cotto troppo). Incorporare il latte, già caldo, poco per volta e aggiungere sale, pepe nero macinato al momento e noce moscata a piacere, portare ad ebollizione mescolando e far cuocere per 15 minuti, fino a quando non raggiunga una fluidità tale da rimanere attaccata al cucchiaio.

Pasta fresca all’uovo

La pasta fresca all’uovo, fatta a mano, è uno dei lussi della cucina italiana. La mia personale opinione è che non si può dire di apprezzare la cucina italiana se non si è provato almeno una volta a fare la pasta a mano, così come non si può dire di essere italiani e di saper cucinare se non si è in grado di farla.

Faccio vedere quindi il procedimento di base per la pasta all’uovo, pur specificando subito che le varianti sono infinite! La pasta si può fare anche senza uova e la si può colorare aggiungendo degli ingredenti che diano “il colore”, come il pomodoro per ottenere il rosso, gli spinaci per colorare di verde o lo zaferano per dare una sfumatura giallo carica. E’ poi possibile usare farine particolari, come quella di castagne o quella di grano saraceno (se questa vi sembra strana, basta ricordare i Pizzoccheri della Valtellina).

Davvero ci si può sbizzarrire in mille modi e secondo i propri gusti, ma qui spiego per prima cosa la ‘semplice’ pasta all’uovo.

Tempo di preparazione
20 minunti

Tempo di cottura
5 minuti, indicativamente, se cotta a bollore, ma si dovrebbe sempre assaggiare, perchè dipende da spessore e grado di umidità dell’impasto

Ingredienti
2 uova
200 g di farina 170W o 00
un pizzico di sale abbondante
un filo d’olio extra vergine d’oliva, se si vuole

Preparazione
‘Disporre la farina a fontana’, una frase molto comune nei libri di cucina, che vuol dire fare un piccolo mucchio a cono e poi, con delicatezza, allargare il cono con due dita, dall’alto, formando un buco al centro e una ciambella di farina tutto intorno, prestando cura che lo spazio centrale della ciambella sia grande abbastanza da contenere tutti gli ingredienti liquidi della ricetta, senza che strabordino.

 

Al centro della fontana si devono versare tutti gli ingredienti e si deve quindi, con molta delicatezza, amalgamare la farina e le uova usando solo due dita e immergendole nelle uova scostando la farina dall’interno della fontana e incorporandola poca per volta. Amalgamato tutto l’impasto, si deve quindi cominciare la lavorazione, che si dovrà fare usando una mano e premendo sempre con la parte bassa del palmo, quella vicino al polso, ripiegando poi l’impasto a formare ancora una palla usando le dita.

Una volta formata con l’impasto una palla dalla consistenza  liscia, elastica a non umida, si deve lasciare riposare avvolta dalla pellicola, dentro il frigo per almeno 15/30 minuti. si capirà che l’impasto ha riposato abbastanza, quando, premendolo con un dito, resterà la fossetta senza che ritorni subito in forma. Questo consentirà all’impasto, una volta steso, di rimanere sottile senza tenedere a tornare allo stato originario, avendo perso l’elasticità.

A questo punto è possibile stendere l’impasto usando un mattarello, la macchina da cucina o il rullo stendi pasta applicato ad una planetaria. La cosa importante è ricordarsi di aggiungere farina se l’impasto sarà troppo umido e tenderà ad appiccicarsi.

Occorre stendere la pasta allo spessore necessario per la ricetta che si intende preparare. La tradizione della pasta emiliana, ripiena o delle lasagne, prevede, ad esempio, che la pasta venga tirata al punto da far vedere in trasparenza la trama del canovaccio su cui è stesa. Una volta stesa la pasta in fogli, sarà possibile ripiegarla più volte su se stessa, usando pochissima farina per non farla appicciare, e tagliarla con il coltello a strisce più o meno larghe per fare tagliatelle o papparderle, oppure riempirla con un ripieno e ripiegarla secondo la ricetta che si intende prepare.

Crema pasticcera di Dora

Dora è la minuta amica di mia madre che a Cagliari, nel 1990, ci insegnò la sua personale variante della crema pasticcera e, da allora, la migliore è sempre e solo questa! Grazie Dora!!!

Tempo di preparazione
10 minunti

Tempo di cottura
20 minuti

Ingredienti
2 tuorli d’uova
2 cucchiai di zucchero semolato
un cucchiaio di farina 170W o 00
250 ml di latte (io uso quello scremato)
un cucchiaio di Grand Marnier
un po’ di scorza di limone (meglio usare un coltellino affilato per prelevare delicatamente fette di buccia del limone, ma stando attenti a non prendere la parte bianca della buccia che rilascerebbe un sapore amaro)

Preparazione
Mescolare in un tegame i tuorli con lo zucchero, finché il composto non sia spumoso, unire la farina setacciata, il latte e la scorza di limone. Far cuocere ad un calore molto delicato sempre mescolando (la crema non deve assolutamente bollire), togliere dal fuoco quando la crema inizierà a restare attaccata al cucchiaio. Aggiungere il Grand Marnier a fuoco spento e lasciare intiepidire mescolando di tanto in tanto per non far formare la peliccola dura sulla superficie della crema. Una dose è sufficiente per riempire l’interno di una crostata di frutta, altrimenti occorre duplicare.

Suggerimetno in più:

La crema è una preparazione di base che può avere mille usi e può essere aromatizzata in tantissimi modi. Evitando di aggiungere la buccia di limone è possibile aggiungere cacao amaro in polvere per fare una crema al cioccolato o i semi di un baccello di vaniglia per dare questo aroma. E’ inoltre possibile aggiungere un po’ più di latte, arrivando a 280 ml per renderla più liquida e servirla al cucchiaio in purezza o con dei pasticcini o versandola come base per strudel o altre fette di torta. Con purea di frutta si possono dare ancora altri aromi e inserirla per farcire delle torte o del pan di spagna, oppure, con l’aggiunta di panna montata, si ottiene la crema chantilly. Insomma, ci si può davvero sbizzarrire!